AGLIONE

L’altro gigante della Val di Chiana

disegno aglione

Salvata dall’oblio da alcuni agricoltori “illuminati”, è tipica della Val di Chiana e non se ne ritrovano altre tracce in Italia che non derivino da qui. Da sempre è utilizzato per produrre il sugo all’aglione (ma non da tutti, ndr) ed è di ampissimo utilizzo in cucina: i più voraci lo consumano crudo ad insalata, ma è perfetto per una bruschetta con l’olio nuovo, è straordinario con qualsiasi pesce e voci di corridoio dicono anche per la bagna cauda piemontese.

Di questo gigante bianco si mangiano anche gli scapi fiorali, detti anche germogli o talli, in maniera simile agli asparagi, cioè prima leggermente bolliti e poi in mille diverse maniere.
È una pianta a basso impatto ambientale, molto rustica, una coltura da rinnovo che richiede lavorazioni del terreno accurate ma che non necessita di particolari concimazioni. Lo seminiamo intorno ad ottobre nel letto più soffice possibile, lo ripuliamo meccanicamente dalle malerbe e non lo trattiamo se non con rame e zolfo o altri prodotti naturali. Intorno ad aprile-maggio tagliamo i germogli nel momento in cui sono più teneri e a giugno-luglio l’aglione viene separato dal suo adorato terreno e lasciato asciugare al riparo dal solleone. È a quel punto che ve lo offriamo in tutta la sua bontà, con il suo sapore erbaceo e la sua schiuma che vi permetterà di legare tutti gli ingredienti tra loro.

Anche voi dovrete prestare attenzione all’aglione: dovrete tenerlo in luoghi freschi, asciutti, al riparo dai raggi solari (alla luce diretta rischia di diventare verde e amaro), altrimenti potete sempre sbucciarlo e conservarlo in congelatore pronto all’uso. Insomma, trattatelo bene e lui vi ricompenserà lautamente.

aratura, trattore,

Studi e Ricerche scientifiche sull'aglione della Val di Chiana

Caratterizzazione genetica dell’Aglione (A. ampeloprasum) della Val di Chiana

Tesi di laurea di Niccolò Terzaroli

Relatore Emidio Albertini
Co-relatore Renzo Torricelli
Anno Accademico 2014-2015

Caratterizzazione genetica dell’Aglione (A. ampeloprasum) della Val di Chiana: Storia, composizione e proprietà

Tesi di laurea di Davide Di Maio

Relatore Diana De Santis
Co-relatore Maria Teresa Frangipane
Anno Accademico 2017-2018

Sviluppo di un marcatore molecolare per la tutela dell’Aglione (A. ampeloprasum) della Val di Chiana

Tesi di laurea di Niccolò Terzaroli

Relatore Emidio Albertini
Anno Accademico 2017-2018

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NON FATEVI FREGARE

Come si distingue l’Aglione da i vari agli?

  • L’aglione ha delle tuniche esterne bianche avorio, senza venature di altri colori.

  • Le tuniche dei singoli bulbilli o spicchi sono invece gialle.

  • Solitamente un bulbo non contiene più di 5-6 spicchi

  • Le foglie sono molto più grandi e meno erette rispetto all’aglio comune

  • Produce lo scapo fiorale, che solamente pochi agli rossi producono.

  • Le dimensioni sono generalmente sopra ai 100-150 g, ma questo non è fondamentale per la distinzione.